01/02/2010
SOLIDARIETA' Le aziende italiane si stanno mobilitando per fronteggiare l'emergenza umanitaria sull'isola caraibica. Inviando farmaci, alimenti e raccogliendo fondi tra i dipendenti.
Dall'informatica all'industria delle telecomunicazioni, dalla moda alla farmaceutica: anche l'Italia delle aziende si è mobilitata per portare soccorso alla martoriata popolazione di Haiti. Intatti, se dal ministro degli Esteri Franco Frattini è arrivata la proposta di cancellare il debito commerciale estero che Haiti ha verso l'Italia (40,43 milioni di euro), l'onda della solidarietà abbraccia tutto il sistema Italia. A partire dalle griffe: la Camera nazionale della moda italiana infatti ha promosso una campagna di raccolta fondi per sopportare la Fondazione Francesca Rava - N.P.H Italia Onlus.
Ma sono stati i gestori telefonici i più veloci nella gara di solidarietà: si sono alleati e hanno realizzato una campagna di raccolta fondi. Così, Vodafone e Telecom Italia, tramite sms e telefonia fissa, hanno già raccolto più di 7 milioni di euro di fondi che saranno devoluti ad Agire, l'Agenzia italiana per la risposta alle emergenze che rappresenta il coordinamento di alcune delle organizzazioni non governative italiane. Sono partiti anche i primi 10 dei 100 telefoni satellitari acquistati dalla Regione Lombardia da assegnare alle ong locali lombarde sul posto.
La solidarietà passa anche attraverso i gruppi bancari c assicurativi. Se la Z Zurich foundation della compagnia Zurich è pronta a raddoppiare fino a un massimo di 250 mila franchi svizzeri (circa 170 mila euro) le somme elargite dai suoi dipendenti a favore di organizzazioni umanitarie, Unicredit ha lanciato un appello ai 166 mila lavoratori del gruppo nei 22 Paesi in cui è presente per devolvere immediati aiuti monetari tramite l'attivazione in Italia dì due conti correnti operativi fino al prossimo 28 febbraio: le somme raccolte andranno a favore di Medici senza frontiere (Msf) e Fondazione Francesca Rava. Inoltre, la fondazione no profit del gruppo creditizio Unidea ha pensato a un'iniziativa di matching attraverso cui, per ogni somma devoluta dai dipendenti, sarà raddoppiato l'importo da versare.
La Fondazione Rava può contare inoltre sul sostegno di Banca Mediolanum con la raccolta di fondi che ancor prima del drammatico terremoto sostiene l'isola caraibica con il progetto Piccolo fratello. "In questi anni abbiamo costruito quattro scuole e la nostra presenza sull'isola è sempre stata capillare. Ora probabilmente di tutto questo non resta più niente e siamo pronti a ripartire" dice Monica Rambaldi a capo del marketing sociale di Banca Mediolanum. E anche il gruppo Banca Sella sostiene le iniziative di solidarietà della fondazione Aiutare i bambini per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Haiti.
Tra i gruppi che si occupano del tiasferimento di denaro all'estero, Moneygram ha deciso di ridurre le tariffe per gli invii per Haiti da qualsiasi agenzia italiana e mondiale, mentre Blu Panorama, da sempre attiva nei Paesi caraibici con i suoi voli charter, ha deciso di mettere a disposizione delle organizzazioni umanitarie e della Protezione civile gli spazi cargo degli aeromobili Boeing 767-300 extended range in servizio dall'Italia verso la Repubblica Dominicana.
Chi ha già contribuito con scorte di farmaci di immediata necessità, poi, sono le aziende farmaceutiche Dompè e Bracco, che ha provveduto a fornire acqua attraverso la sua controllata di Miami. A seguire, Nestlé, la più grande azienda alimentare del mondo, da sempre impegnata su Haiti, che ha messo sul piatto 100 mila dollari e ha promosso una raccolta fondi tra i 6 mila dipendenti italiani. Così come il colosso Microsoft, dove 1.600 dipendenti italiani sono impegnati in una raccolta di fondi di 280 mila dollari da devolvere alle 104 organizzazioni non profit impegnate su Haiti.
ECONOMY - 27/01/2010 - ATTUALITA' pag. 17
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